venerdì, 04 aprile 2025
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Natalità ai minimi storici. Bordignon: “Quanto stiamo mettendo in campo è insufficiente”

“Preoccupa il quadro delineato dall’Istat nel rapporto «Indicatori demografici anno 2024», dal quale emerge un calo demografico delle nascite, pari al -2,6%. Con 1,18 figli per donna nel 2024 il tasso di fecondità è ai minimi storici. Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, continua a essere fortemente negativo (-281mila). Stiamo sprofondando nelle sabbie mobili ed è evidente che quanto stiamo mettendo in campo, come sistema-Italia, è del tutto insufficiente per garantire un minimo equilibrio demografico”. È quanto ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, in merito al rapporto dell’Istat “Indicatori demografici anno 2024”. “Da anni chiediamo una rivoluzione che il nostro Paese non è ancora disposto ad assumere, vittima di priorità che sono sempre altre, di mancate convergenze transpartitiche, di fragilità di alleanze tra politica, amministrazione locale, lavoro associazionismo e scuola. Ma anche politiche asfittiche e vincolate a patti di bilancio stringenti che invece si fanno flessibili per altre urgenze - ha evidenziato Bordignon -. L’anno della famiglia sembra sempre essere il prossimo in agende ormai attanagliate da crisi mondiali che oggi ci portano anche a parlare di guerra, militare o di dazi, come una possibilità di scenario ordinario”.

Cresce anche il numero di italiani che lasciano il Belpaese, ha ricordato il presidente del Forum. Nel 2024 sono stati 156 mila, un +36,5%, con un impatto ancora più significativo per il Mezzogiorno, gravato anche dal fenomeno delle migrazioni interne: -52 mila, mentre il Nord guadagna 47 mila residenti grazie ai trasferimenti da altre aree del Paese.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Fondazione per la natalità, Gigi De Palo: “Qui non si tratta di trovare un colpevole, non si tratta di dare la responsabilità a questo Governo o al precedente, qui si tratta di fare squadra tutti insieme, perché stiamo giocando la partita più importante del nostro Paese. Servono urgentemente politiche capaci di impattare drasticamente e in maniera concreta sul tema della natalità, non bastano più bonus o parcellizzazione di bilanci nazionali. Serve dedicare i prossimi 10 bilanci del Paese a questa tematica perché altrimenti viene giù tutto. Faccio un appello ai sindacati, ai pensionati, ai lavoratori, alle banche, alle aziende, all’associazionismo e al terzo settore, al mondo della comunicazione, al mondo dello sport: chiediamo tutti insieme politiche familiari e per la natalità che mettono i nostri giovani nelle condizioni di realizzare i loro sogni lavorativi e familiari nel nostro Paese”.

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