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San Donà: polo “della sicurezza” all’ex cantina

Un nuovo polo dedicato alla sicurezza dei cittadini e del territorio: è questo quello che si appresta a diventare l’ex cantina sociale di San Donà di Piave, i cui lavori di recupero sono in corso e che dovrebbe diventare la nuova sede della Polizia locale e della Protezione civile.
L’idea era già stata promossa lo scorso novembre da parte del sindaco, Alberto Teso: “Abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione il progetto della Cantina dei talenti - aveva ricordato Teso durante l’incontro di fine anno, nella frazione di Fiorentina - che voleva essere un punto di partenza per le start-up innovative e il coworking. Abbiamo pensato di variare la destinazione e di mettere nella parte frontale, nei tre piani che guardano verso la nuova stazione ferro-gomma, la Polizia locale e la Protezione civile, più un pezzo che rimane di capannone per i mezzi. Ciò vorrebbe dire avere sempre degli uomini in divisa che girano in zona stazione”.
L’unico problema alla realizzazione del progetto, però, era il cambio di destinazione d’uso rispetto al progetto originariamente previsto: “I fondi Pnrr sono vincolati al progetto presentato. Nella richiesta originaria, infatti, la Polizia locale non era prevista, e la Città metropolitana, che coordina questi progetti, non voleva assumersi la responsabilità di dare il via libera”.
In questi giorni è, però, arrivato il via libera al nuovo progetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Un presidio delle forze dell’ordine è indispensabile nella zona delle nuove stazioni - commenta il sindaco -. Sul corpo di Polizia stiamo investendo molto, sia nelle assunzioni di nuovi agenti che nel potenziamento delle dotazioni”.
Nel nuovo “polo di sicurezza cittadino” troverà posto anche una “control room” per coordinare la videosorveglianza, tramite le oltre 150 telecamere presenti nel territorio comunale, oltre che un’area dedicata al ricovero di tutti i mezzi di Protezione civile e loro sede.
“Stiamo ancora lavorando sulla parte centrale della cantina - aggiorna Teso -, dove vorremmo portare il giudice di pace. Le destinazioni originarie previste dal primo progetto, ovvero l’incubatore per start-up, baby sitting, coworking eccetera, sono state abbandonate, in quanto impraticabili per mancanza di interesse da parte delle realtà del territorio che, da quando ci siamo insediati, nonostante i numerosissimi tentativi, non hanno dimostrato alcun interesse. Questi trasferimenti ci consentiranno di riorganizzare gli spazi di proprietà del Comune esistenti in città e realizzare anche delle economie di scala, migliorando la collaborazione tra le varie istituzioni e l’efficienza del servizio”.