venerdì, 04 aprile 2025
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San Zenone: sulle antenne la gente chiede sicurezza

Cresce la preoccupazione a San Zenone degli Ezzelini per le antenne di radiobase posizionate nel campo sportivo. Il loro numero resta consistente e per di più si teme il potenziamento con l’introduzione del nuovo sistema umts di quarta generazione.

Cresce la preoccupazione a San Zenone degli Ezzelini per le antenne di radiobase posizionate nel campo sportivo. Il loro numero resta consistente e per di più si teme il potenziamento con l’introduzione del nuovo sistema umts di quarta generazione. Il 20 agosto scorso si è svolta una conferenza dei servizi tra Amministrazione comunale e gestori della telefonia mobile che potrebbe segnare l’inizio del cammino d’uscita dall’attuale posizionamento delle antenne, individuando almeno tre nuovi siti, più lontani dalle abitazioni e più sicuri. “Si tratta di una contrattazione complessa e difficile - afferma l’assessore di comparto Stefania Ziliotto -, con una legislazione nazionale che non aiuta. C’è sempre la possibilità che un privato con pochi scrupoli possa concedere, a fronte di cifre modeste, vista anche l’attuale congiuntura economica, l’uso del proprio terreno. Tutti gli strumenti di pressione che avevamo a disposizione li abbiamo messi sul tavolo e grazie alla consulenza del team dell’avvocato Vettori abbiamo predisposto il nuovo piano degli interventi che individua tre aree, piano che andremo ad approvare come variante al piano generale. Un percorso in grado da garantirci contro eventuali ricorsi al Tar”.
L’approccio è nuovo e sfrutta l’esperienza sviluppata nelle Marche, in Emilia, Sardegna e Veneto di un team costituito dall’avvocato Francesco Vettori di Vicenza, dell’urbanista Mauro Attura di Grado e del radiotecnico Dino Damian di Dolo. “Dovevamo partire dal presupposto che le regole sulla sicurezza della salute le detta lo Stato, mentre il piano degli interventi urbanistici è di competenza del Comune - spiega l’avvocato Vettori -. Dunque inutile insistere, anche se logica vorrebbe così, sulla questione della precauzione sanitaria perché ci si espone a ricorsi al Tar. La legge Gasparri, una legge orrenda, che praticamente permetteva qualsiasi cosa, grazie all’impugnazione di alcune Regioni fu dichiarata incostituzionale, ma nel 2003 il codice sulle comunicazioni elettroniche non fu più restrittivo, anzi, tuttavia non riprodusse la norma che dichiarava la compatibilità delle antenne radiobase con qualsiasi destinazione allocativa e così i Comuni recuperarono la loro capacità programmatoria sul territorio anche nel settore delle telecomunicazioni”.
Agire, dunque, sul piano urbanistico sarà l’obiettivo del Comune senza mai bloccare quello che la legge considera un servizio pubblico. La strada che il Comune di San Zanone sta seguendo potrà essere utile ad altri Comuni che si trovano nelle stesse condizioni. “Speriamo di finirla con il mercato della vacche dei siti - spiega Vettori -, noi proponiamo, ai gestori, dei siti che secondo i nostri studi sono ottimali da tutti i punti di vista e garantiscono la piena operatività pur senza essere baricentrici rispetto all’area di servizio, baricentro che purtroppo spesso viene a coincidere con la maggiora concentrazione abitativa. Sono siti pubblici, gestiti dal Comune e utilizzabili da subito, se invece il gestore vorrà sceglierne un altro, troverà il diniego dell’ufficio tecnico. In questa logica alla scadenza gli attuali contratti non saranno rinnovati e quindi si inviteranno i gestori a spostarsi nei nuovi siti dedicati”. La strada è ancora lunga, non è detto che non ci siano ostacoli, gli interessi in gioco sono enormi, ma almeno l’ipotesi di lavoro appare solida.

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