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Anziani, servono più strutture. A rischio chiusura rsa Binotto a Cavaso

La residenza per anziani di Cavaso del Tomba chiuderà i battenti, 53 anziani andranno altrove. Regista dell’operazione è il sindaco del Comune pedemontano, Gino Rugolo, che in Consiglio comunale ha respinto il project financing, progetto di finanza, presentato dall’attuale gestore. Il piano prevedeva un investimento da parte del Gruppo Prealpina di 584.005 euro per rifacimento bagni, impianti, tinteggiature interne e 1.429.991 a carico del Comune per copertura, facciate, serramenti e adeguamenti impiantistici (importi al netto dell’iva). Il gestore otteneva la struttura per trent’anni

Muore casa “Giacomo e Alberto Binotto”? La residenza per anziani di Cavaso del Tomba chiuderà i battenti, 53 anziani andranno altrove. Regista dell’operazione è il sindaco del Comune pedemontano, Gino Rugolo, che in Consiglio comunale ha respinto il project financing, progetto di finanza, presentato dall’attuale gestore. Il piano prevedeva un investimento da parte del Gruppo Prealpina di 584.005 euro per rifacimento bagni, impianti, tinteggiature interne e 1.429.991 a carico del Comune per copertura, facciate, serramenti e adeguamenti impiantistici (importi al netto dell’iva). Il gestore otteneva la struttura per trent’anni.

Se non intervengono fatti nuovi, il prossimo 31 dicembre – che in termini organizzativi per la vita di un anziano e dei suoi parenti equivale a “domani” – la struttura chiuderà.

“Su questi temi bisogna evitare allarmismi – spiega Patrizia Manca, della Cisl Fisascat di Treviso –. Al momento non ci sono licenziamenti degli operatori, anzi, da parte del gestore c’è l’intenzione di mantenere le professionalità degli oss e degli infermieri presenti alla Binotto. Bisogna restare calmi anche per gli attuali ospiti, soggetti fragili che hanno bisogno di rassicurazioni. Il servizio di questa struttura è di alta valenza per il territorio e serve l’intera comunità. Per noi non c’è stato alcun preavviso. Ora bisogna sedersi attorno a un tavolo – gestore, Comune, Ulss, parti sociali, enti locali – e costruire una soluzione”.

Casa Binotto nasce da una donazione del 1983: più di un miliardo di lire che il professor Binotto, primario a Feltre, aveva destinato a una residenza per anziani autosufficienti. La struttura è stata acquisita dal Gruppo Prealpina nel 2013 e rappresenta un’eccellenza, perché offre agli ospiti una discreta possibilità di movimento e di autonomia. È stato realizzato un collegamento interno che porta alla piazza del paese, rendendola un modello di quello che oggi si considera il futuro dell’assistenza agli anziani: spazi di vita autonoma con servizi sanitari e sociali vicini e disponibili per tutte le ore del giorno e della notte.

Prealpina conferma la mission del gruppo e di casa Binotto: “Erogare servizi assistenziali di qualità, migliorare il livello di assistenza e riportare l’attenzione sulla cura della persona in un ambiente positivo e familiare. I professionisti che quotidianamente operano nella struttura puntano al mantenimento e al recupero delle migliori condizioni di salute degli ospiti, favorendo l’attività sociale e la relazione con la comunità esterna”. Attualmente, Prealpina versa un canone al Comune pari a 70 mila euro all’anno.

Dal punto di vista umano, la situazione è delicata. Un’anziana si è rivolta al sindaco chiedendogli una stanza con bagno per il 1° gennaio 2026; un’altra ospite, che ha appena compiuto 102 anni, ricorda la promessa di poter restare nella struttura “fino alla fine dei miei giorni”. Nel 2024, l’indice di vecchiaia per il Comune di Cavaso del Tomba mostra che ci sono 202 anziani ogni 100 giovani. La situazione non è diversa nel resto del territorio dell’Asolano e del Massiccio del Grappa. Non servono profeti per capire in che direzione si sta andando: investire in strutture per gli anziani, sia autosufficienti che non, è strategico.

Il presidente dell’Unione montana del Grappa, Paolo Mares, non è ancora stato informato delle motivazioni del sindaco: “Scontiamo, anche in questo caso, la frammentazione tra i diversi Comuni. Non abbiamo una dimensione sovracomunale che, ad esempio sul tema degli anziani, ci renda più forti e operativi. Non è andata bene neppure con il riconoscimento Unesco: alle colline del Prosecco tanti fondi, mentre per ora la nostra Biosfera non ha ottenuto praticamente risorse. Intendo parlare di anziani alla prossima riunione, speriamo di trovare una soluzione”.

Anche Valerio Favero, sindaco di Possagno, non ha notizie al momento, annuncia in settimana un primo incontro tra lui – presidente della Conferenza dei sindaci dell’ex Ulss 8 –, la direttrice dei Servizi socio sanitari, Paola Vescovi, e il sindaco di Cavaso, per inserire il tema nella riflessione operativa della Conferenza. “ Il problema riguarda il territorio, dobbiamo aumentare le rsa, come ha più volte ribadito il presidente della provincia di Treviso, Stefano Marcon”.

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