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San Donà: una rete integrata per gli anziani
Comune, Ulss e Casa di riposo di coordinano. “A San Donà di Piave stimiamo ci siano mille persone fragili, circa il 10 per cento degli over 65", spiega l’assessore alle opportunità sociali Maria Grazia Murer.

Si sono appena conclusi una serie di sei incontri, promossi dall’Amministrazione comunale, dall’Ulss 4 e dalla Casa di Riposo, per la presentazione della rete integrata di servizi agli anziani e quindi utili soprattutto per chi ha tra i propri familiari un anziano fragile in famiglia.
“Anziano fragile è chi ha un disagio psico-fisico o scarse relazioni familiari, sociali, di comunità, o chi vive un disagio economico o soffre per la non accessibilità degli ambienti di vita. A San Donà di Piave stimiamo ci siano mille persone fragili, circa il 10 per cento degli over 65 – spiega l’assessore alle opportunità sociali Maria Grazia Murer. Circa 100 anziani ricevono 3 ore di assistenza domiciliare a settimana. Ad essi si aggiungono gli utenti del servizio pasti e del trasporto per un totale di circa 150 persone assistite all’anno, oltre ad un altro centinaio di anziani ospitati presso l’Ipab “Monumento ai Caduti in guerra”.
Ma di fronte all’incremento continuo della popolazione anziana, che ormai, oggi, in Veneto, costituisce il 22% della popolazione e nei prossimi 50 anni tale numero è destinato a raddoppiare, l’assistenza basata sul modello “casa di riposo” non è più sufficiente.
“Di fronte ad un mutamento epocale di questa specie – afferma ancora l’assessore Murer – dovuto all’effetto congiunto del calo delle nascite e dell’allungamento della vita media, e alla differenziazione dei bisogni, sono necessari nuovi modelli di servizi, integrati tra i vari enti, non solo per rispondere alle attuali esigenze ma anche per affrontare le situazioni che si presenteranno. Saper agire pensando al futuro è il ruolo di un buon amministratore. Da qui la necessità di collaborare con gli altri enti del territorio, compreso il terzo settore e il volontariato, sempre più chiamati a svolgere ruoli attivi nella cittadinanza”.
Proprio per questo, dal 2015, l’Amministrazione comunale di San Donà di Piave, insieme all’Ulss e alla Casa di Riposo, ha iniziato a ripensare i servizi alla popolazione anziana e in condizione di fragilità. “Importante l’investimento in formazione del personale (20 tra assistenti sociali, operatori socio sanitari, infermieri e medici) e sulle relazioni sociali nelle comunità per prevenire la solitudine”.
Gli incontri, che si sono tenuti nelle frazioni di Isiata (anche per Palazzetto), Fiorentina (anche per le frazioni di Fossà, Calvecchia e Cittanova), Grassaga, Mussetta, Passarella (anche per le frazioni di Chiesanuova e Santa Maria di Piave) e all’auditorium del centro culturale L. da Vinci per i residenti nel centro cittadino, quartieri di San Pio X e San Giuseppe Lavoratore, hanno visto la partecipazione in media di una quarantina di persone, ci racconta il sindaco Andrea Cereser, che ha illustrato l’iniziativa assieme all’assessore alle opportunità sociali Maria Grazia Murer, a rappresentanti della Direzione sociale dell’Aussl 4 Veneto Orientale e della Casa di Riposo.
“Gli appuntamenti sono stati particolarmente utili perché gli anziani o i familiari con anziani in famiglia per la maggior parte non conoscevano tutti i servizi a disposizione – ha aggiunto il sindaco – e quindi è stato ancora più importante aver presentato le varie iniziative in corso in maniera sinergica assieme agli enti presenti sul territorio che erogano servizi per la fascia più anziana della popolazione”.
“Significativo anche il fatto – continua il sindaco – che nei due incontri in cui erano presenti un diabetologo e un ottico che eseguivano il controllo del fondo della retina per diagnosticare la possibile presenza di una forma di diabete, possibilità fornita a cura dell’Associazione diabetici San Donà di Piave, praticamente tutti i presenti si siano sottoposti a tale controllo, che in alcuni casi ha evidenziato delle situazioni che meritano ulteriori approfondimenti”.
“Infine, gli appuntamenti sono stati l’occasione per presentare alcuni progetti avviati dall’Amministrazione comunale, come quello dell’operatore di quartiere, che verrà avviato nell’alloggio comunale di via Magello, e il nuovo punto prelievi di Passarella che, accanto al suo ruolo tradizionale, con oltre 1.100 prelievi all’anno, diventerà punto di riferimento socio-sanitario promuovendo interventi a favore della salute e della qualità della vita, con un centro diurno per anziani sufficienti. E ancora, la convenzione con Ore Liete, Auser, Solidarietà Sandonatese e Casa di riposo a favore della popolazione anziana e della coesione sociale.
“La nostra società sta cambiando rapidamente, con una popolazione sempre più anziana – conclude il sindaco Andrea Cereser –, perciò l’Amministrazione risponde con importanti trasformazioni dei modi di dare servizi alla popolazione. Linee guida sono l’importanza di mantenere l’anziano nel proprio ambiente familiare e nel proprio contesto, anche in presenza della diffusa propensione ad accudire in casa le persone in condizione di non autosufficienza. Si avvia quindi un ripensamento del servizio domiciliare, con l’obiettivo di creare reti di relazioni che permettano anche di attivare gli anziani autosufficienti, sotto il segno dell’aggregazione sociale e dell’autonomia”. (Renzo Rossetto)