Solo eccentrico o anche pericoloso?
Quelle che molti ritenevano delle “sparate” un po’ eccentriche di...
Ormai è la quarta volta che la Corte dei Conti sezione regionale di controllo per il Veneto interviene sulla Superstrada pedemontana veneta. Stavolta lo fa con il dato definitivo sui pedaggi: 93 milioni, che confronta con il canone da pagare e, anche se non lo scrive, è evidente il “buco” di 47 milioni per la Regione Veneto. Il primo intervento della Corte fu nel 2020, poi seguirono quelli del 2022 e del 2023; il 19 febbraio scorso, il nuovo capitolo.
Il Terzo atto convenzionale, Tac, del 2017 ha rideterminato la convenzione tra la concessionaria Sis e Regione Veneto, aumentando considerevolmente il contributo pubblico e, secondo molti, ha fatto ricadere il rischio di impresa sul pubblico e non più sul privato (ma questo la Corte non lo dice). Con quella rinegoziazione, si sono accelerati i lavori, si è sbloccato il finanziamento per il Concessionario, che non riusciva a recuperare sul mercato i denari necessari, e si è chiusa la partita del pagamento degli espropri.
Nel febbraio del 2022, fu chiaro che la struttura non sarebbe stata completata nei tempi previsti, non solo per il problema della galleria di Malo, ma anche per il collegamento con la A4, affidato ad altra azienda. Risultò chiaro che gli introiti non sarebbero stati quelli previsti, non solo per il ritardo nei raccordi con le altre autostrade (A4, A27, A31), ma anche per la sospensione di molte opere complementari - ormai escluse dai lavori per la Spv - e la mancata modifica della velocità massima da 110 a 130 km orari. Le stime fatte nel 2017 non tenevano conto di queste problematiche. Nel frattempo, si è aperto un contenzioso per 20 milioni di iva versata, che Sis deve restituire alla Regione Veneto.
La Corte dei Conti, nel rapporto del 19 febbraio, scorso insiste sulle criticità: i tempi di realizzazione e le penali, le stime di traffico, la vigilanza sulle entrate da pedaggio, sull’Iva da restituire e sulle sanzioni da comminare. Sul primo punto, la Regione si è giustificata con la pandemia, le guerre scoppiate nel frattempo, la galleria di Malo, e ha dichiarato che solo con il certificato di ultimazione dei lavori si potranno attivare le penali. Sulle stime di traffico, la Regione ha specificato che solo a un anno dall’apertura dell’interconnessione con la A4 (maggio 2024) si potranno fare stime attendibili. Sulla modifica della velocità, ha rimandato al tavolo tecnico con il Ministero. Sulla sospensione delle opere complementari, invece, nessuna speranza: la Corte dei Conti ha rilevato che, dopo questo ulteriore rapporto, nulla è cambiato, ovvero le opere non sono in programma.
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