Solo eccentrico o anche pericoloso?
Quelle che molti ritenevano delle “sparate” un po’ eccentriche di...
La visita pastorale al Vicariato di Treviso si conclude con le comunità del centro. Mons. Gianfranco Agostino Gardin Incontrerà i fedeli di tutte le nove parrocchie nella celebrazione inaugurale che si tiene mercoledì 27 gennaio.
Le chiamavano le sette sorelle. Ora sono diventate nove. Sette, però, rimangono i parroci alla guida delle comunità che compongono la collaborazione pastorale di Treviso centro, l’ultima del vicariato ad essere visitata dal vescovo Gianfranco Agostino Gardin a partire da mercoledì 27 gennaio, ore 20.30 in Cattedrale. Ufficialmente istituita nel 2012, la Collaborazione è stata, di fatto, allargata alle parrocchie di San Bartolomeo (parroco don Ado Sartor) e del Sacro Cuore (parroco don Alberto Bernardi) che comprendono territori sia all’interno che all’esterno delle mura cittadine. Ecco, invece, le parrocchie cittadine: il Duomo e San Martino Urbano, guidate da mons. Giorgio Marcuzzo, vicario parrocchiale don Alberto Zanetti, Santa Maria Maddalena e Sant’Andrea in Riva, parroco don Giannino De Simon, Sant’Agnese, guidata da don Bernardo Marconato e dove risiede anche il vescovo emerito mons. Paolo Magnani, Santa Maria Maggiore con i somaschi e il parroco padre Gian Piero Borsari, San Nicolò, guidata da don Tiziano Ferronato.
Se è vero, e non si può negare, che la città si sta svuotando di abitanti e, negli ultimi anni, pure di tanti servizi, a risentirne sono sicuramente anche le chiese che si trovano dentro le mura cittadine. Lo si riscontra in molte zone, come ci spiega don Alberto Bernardi: “La nostra chiesa è nata nel 1959, eravamo fino a poco tempo fa 3.200 abitanti, in diminuzione. La media di età dei frequentanti è molto alta”. Diventa naturale e necessario, allora, collaborare fra parrocchie per la catechesi, gruppi giovanili, Caritas, formazione...
Svuotate anche di fedeli, come detto, ma nonostante ciò le celebrazioni in alcune chiese siano sempre partecipate. Di fedeli, di persone che si spostano il fine settimana in città per svago o compere, e “approfittano” delle celebrazioni nelle chiese cittadine. E’ il caso ad esempio del Tempio di San Nicolò, come ci dice don Tiziano Ferronato.
Senza contare, poi, la presenza della chiesa di San Francesco (la più frequentata) e quella dei Carmelitani Scalzi, quest’ultima in grado di offrire oltre alle celebrazione eucaristiche anche esperienze di spiritualità per giovani e adulti. Presenze, sicuramente, significative per la vita della città.
Non mancano certo iniziative in centro, a cui fanno riferimento anche le parrocchie della prima periferia: “C’è in effetti, come sede vescovile e come centro di riferimento diocesano - dicono i parroci -, una ricchezza di iniziative, ma notiamo anche la difficoltà di amalgamarle e di valorizzarle in un progetto comune e condiviso”. I sacerdoti delle nove parrocchie sottolineano questo aspetto: “L’esperienza comunitaria è concentrata nei momenti delle celebrazioni, soprattutto nel fine settimana e nel giorno del Signore”. Un grande flusso di persone che si riversa nella città per diverse esigenze. “In questo senso la città è un habitat privilegiato per l’annuncio evangelico, qui si creano stili di vita e si propongono modelli di comportamento”.
Si potrebbe pensare che il centro storico sia abitato solo da gente ricca e che quindi non sia stato toccato dalla crisi economica. E invece “la nostra città ha evidenziato situazioni nuove e non sempre conosciute di povertà”, oltre al fatto che in queste parrocchie si riversano anche altri poveri che chiedono elemosina e aiuti vari, perché in situazione di indigenza. Naturalmente la situazione varia da zona a zona, anche all’interno della stessa parrocchia.
Fortunatamente le comunità cittadine hanno da sempre sviluppato un’attenzione verso le iniziative di carità, lo dimostrano le San Vincenzo o i gruppi Caritas presenti. Questa attenzione si è ora concretizzata nell’Emporio beato Erico, aperto lo scorso anno, una delle prime iniziative che hanno coinvolto con successo tutta la collaborazione (vedi articolo).